Turismo Fluviale in Calabria, ancora tanto da fare per contrastare l’inquinamento



Contrastare l’inquinamento dei fiumi in Calabria: un obiettivo ambizioso, raggiungibile  e che si sta contraddistinguendo per importanti margini di miglioramento dinanzi ai volenterosi operatori che ogni giorno si impegnano per cercare di salvaguardare un patrimonio naturale di inestimabile valore.

Sul tema, qualche giorno fa, è intervenuto Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria, che in attesa dell’arrivo di Goletta Verde in Calabria (atteso per il mese di giugno), ha compiuto una serie di interessanti condivisioni durante una recente intervista sul Quotidiano del Sud.

Sul quotidiano il presidente di Legambiente Calabria ha affermato di attendersi dati non particolarmente incoraggianti da Goletta Verde, avendo notato che le foci dei fiumi sono rimaste inquinate su livelli praticamente identici a quelli degli ultimi anni, con la conseguenza che, presumibilmente, ciò che andava fatto per poter correggere il tiro non è stato fatto.

Il presidente di Legambiente Calabria si è poi soffermato sul progetto, lanciato dalla Regione, relativo al monitoraggio delle alghe sulle coste, definendolo un buon piano programmatico, ma probabilmente non molto impattante sul fronte della depurazione, nei confronti della quale sarebbe opportuno cercare di porre in essere degli interventi più massicci e più significativi.



Con l’occasione, peraltro, Legambiente Calabria ha precisato di aver da tempo preparato un dossier sui depuratori, utilizzando i dati riportati nei report fanghi inviati alla Regione, dove si trovano tutte le informazioni necessarie per poter avere una migliore consapevolezza del fenomeno e delle leve da attivare per poter cercare di invertire la tendenza.

Insomma, molto sembra rimanga ancora da fare per poter cercare di arrivare un risultato più soddisfacente nei confronti della salubrità delle zone acquatiche calabresi, con particolare riferimento ai fiumi e, in maggior dettaglio, nelle zone legate alle foci.

Il tutto, peraltro, in un momento nel quale Goletta Verde sta per tornare nella regione, con il rischio di riscontrare risultati perfino peggiori a quelli del 2016, quando dei 24 punti monitorati, ben 18 evidenziavano cariche batteriche oltre i limiti consentiti, e proprio con una particolare gravità in foci dei fiumi, torrenti e canali.

In altri termini, come ricordava Legambiente Calabria a suo tempo, le coste calabresi continuano a subire la minaccia della mancata depurazione, con l’aggravarsi che alcuni dei punti oggetto di monitoraggio sono oramai inquinati da anni, e alcuni da addirittura sette consecutivi (come la foce del torrente Caserta, o lo scarico presso il lungomare Cenide a Villa San Giovanni).